

SIRENUSE – IL MITO COME CANTO CONTEMPORANEO: mare è da sempre uno spazio simbolico di attraversamento, memoria e trasformazione. Nella cultura mediterranea rappresenta il luogo dell’origine e del viaggio, della seduzione e dell’ignoto, una dimensione sospesa tra realtà e mito capace di custodire racconti, identità e visioni. Il titolo SIRENUSE richiama l’antico mito delle sirene, figure enigmatiche della tradizione greca associate al canto, al richiamo e al mistero. Creature sospese tra umano e divino, le sirene incarnano la forza invisibile del desiderio, dell’immaginazione e dell’attrazione verso ciò che è sconosciuto. Nel corso dei secoli il loro simbolo ha attraversato la letteratura, l’arte e la cultura mediterranea, trasformandosi in metafora di ricerca interiore, metamorfosi e tensione verso l’altrove. La mostra SIRENUSE – Visioni contemporanee tra mito, mare e identità nasce come un progetto curatoriale dedicato all’esplorazione di questi immaginari attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. Gli artisti sono invitati a confrontarsi con il tema del richiamo — emotivo, spirituale, culturale o sociale — interpretandolo attraverso la propria ricerca personale. Le opere potranno indagare molteplici prospettive: il rapporto tra uomo e natura, la memoria del Mediterraneo, il femminile archetipico, il viaggio, il confine tra realtà e immaginazione, la trasformazione della materia e dell’identità, oppure le nuove forme di seduzione e connessione generate dalla contemporaneità. La scelta di Napoli come luogo della mostra rafforza ulteriormente il dialogo tra mito e presente. Città profondamente legata al mare, alla stratificazione storica e alla cultura mediterranea, Napoli diventa parte integrante del progetto espositivo, offrendo un contesto simbolico entro cui le opere possano creare nuove connessioni tra memoria collettiva, territorio e visione contemporanea.Attraverso differenti linguaggi artistici, SIRENUSE si propone di costruire un percorso espositivo capace di mettere in relazione sensibilità e ricerche diverse, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di incontro tra immaginazione, mito e contemporaneità.Il linguaggio artistico, in tutte le sue forme, possiede infatti la capacità di evocare dimensioni invisibili, di reinterpretare simboli antichi e di generare nuovi immaginari attraverso cui osservare il presente e interrogare il futuro.

"La mia Partenope"
di Maria Di Stasio: Il mito di Partenope appartiene a Napoli, ma ogni artista può restituirgli una nuova voce.
Tra gli artisti di Sirenuse – Mostra d’Arte Contemporanea presentiamo Emanuela Liccardi con La mia Partenope, un’opera intensa nella quale la figura della sirena viene sottratta alla sola dimensione leggendaria per diventare immagine di identità, appartenenza e libertà.
Immersa nelle tonalità del blu, Partenope appare monumentale e insieme profondamente umana. I capelli sembrano muoversi con il mare, mentre le mani e lo sguardo rivolto verso l’alto suggeriscono un desiderio di liberazione. La rete che attraversa il corpo introduce invece il tema del legame: ciò che trattiene, ma anche ciò che unisce alla propria storia e alle proprie radici.
Particolarmente significativo è il rapporto tra la grande figura e la piccola presenza umana posta sulla riva: due dimensioni sembrano incontrarsi, quella del mito e quella dell’uomo contemporaneo, quella della memoria collettiva e quella dell’esperienza individuale.
Con La mia Partenope, Emanuela Liccardi non racconta semplicemente la sirena di Napoli: la rende nuovamente presente, trasformandola in una figura capace di parlare ancora al nostro tempo.